Internet of things, fu Domotica e le 6 barriere.

Guardando i video del CES 2015 è che questo dovrebbe essere l’anno delle Internet of things, ovvero di quelle ‘cose’ intelligenti e legate al mondo internet che dovrebbero arricchire e migliorare la nostra breve esperienza di vita su questo pianeta. Per far comprendere a pieno il mio pensiero riguardo questa categoria di cose faccio un passo indietro al lontano 2002.

Tredici anni or sono ho partecipato ad un corso di Domotica promosso dalla Regione Lazio, con tanto di stage formativo presso una nota azienda di automazione industriale romana. Il corso trattava la programmazione dei sistemi a bus utilizzati in ambito industriale, i PLC (Controllori a Logica Programmabile) che venivano ‘riciclati’ in ambito domestico per le piccole automazioni. L’esperienza è stata favolosa e ci sentivamo un po’ come i pionieri di una grande era automatica che stava per iniziare. Avevamo capito che l’interfacciamento della routine quotidina con i vari sensori ed attuatori sarebbe stato il futuro del vivere moderno ma purtroppo ancora oggi non riesco a quantificare se stiamo parlando di futuro prossimo o remoto.

Che cosa è successo a questa tecnologia? Perchè non vi è stata una applicazione su larga scala di un qualcosa che semplificava la progettazione, aumentava la sicurezza ed il comfort del nostro vivere?

Bisogna riconoscere che in questi dodici anni la tecnologia si è miniaturizzata e soprattutto si è ‘connessa’ alla rete ma le barriere (purtroppo) rimangono molteplici.

Rimanendo in termini di domotica, la prima barriera è la reingegnerizzazione dell’impianto casalingo in funzione dei sensori e degli attuatori che è molto impegnativa nel legacy ma molto più facile nel nuovo.

La seconda barriera è la formazione di tecnici specializzati che ‘spingano’ per questa tipologia di impianti. Nel commercio la regola è che nonostante l’acquirente faccia richiesta di un prodotto, alla fine si deve accontentare di quello che il venditore ha in negozio, a meno di casi particolari nei quali esso sia disposto ad aspettare e spendere molto.

La terza barriera è la paura (più che giustificata) dell’obsolescenza. A differenza degli impianti tradizionali che hanno un lifetime più che decennale ed un basso costo di upgrade,  il rischio di non poter più ‘aggiornare’ la configurazione iniziale è alto, come quello di non poterla più riprogrammare.

La quarta barriera è quella della compatibilità. Attualmente non esistono protocolli di comunicazione standard tra questi oggetti. Ciò vincola l’utilizzatore a scegliere un marchio ed a proseguire sula scia dell’innovazione tecnologica che esso propone, non potendo migrare di volta in volta verso il prodotto migliore.

La quinta barriera è quella legata alla reliability ed al disaster recovery, ovvero ‘cosa fare quando il controllore principale si rompe?’. Nessuno lo sa. Si possono progettare sistemi ridondanti (a costi maggiorati) ma l’affidabilità reale di questi oggetti ancora è sconosciuta.

La sesta barriera (last but not least) è quella della percezione circa la reale utilità. La conversione massiva all’automazione è vista come un costo e la giustificazione in termini di spesa può derivare da una necessità reale e forte o da una tendenza modaiola che ne generi una.

In realtà Internet of things (IoT) è molto di più della semplice domotica. IoT è automazione applicata ai diversi campi della vita umana, dall’agricoltura alla logistica, allo sport, alla salute condita in salsa connessione in rete della quale la domotica ne è il trisavolo e per  quanto le tecnologie connesse soffrano il problema della privacy e per quanto i costi di accesso a questa categoria tecnologica sia in alcuni ambiti molto basso, le 6 barriere valide per la domotica, come una proprietà matematica, sono valide anche nel caso di tutte le tecnologie IoT.
Arduino UNO R3Arduino ci ha fornito un assist importante riducendo pesantemente la complessità progettuale, i costi e puntando sulla community. Il resto lo deve fare la società , standardizzando i protocolli, aumentandone la sicurezza e creandone la necessità.Il mondo della IoT ha già avuto il suo Steve Wozniak (Massimo Banzi di Arduino), aspettiamo con ansia che arrivi anche Steve Jobs.

Hard disk, dove spendere meno

Pubblico molto volentieri questa guida in risposta ad un commento de “Il pollo” nel post precedente.

La grandezza di un hard disk può influire molto sull’economia generale della macchina che andiamo ad assemblare ma anche sul nostro portafogli. Forse non tutti sanno che sugli hard disk e su tutta una serie di dispositivi per la memorizzazione e riproduzione di contenuti multimediali è previsto un contributo per copia privata, detto anche equo compenso.  La tassa si configura come una sorta di “credito prepagato” nei confronti degli artisti, il cui copyright potremmo infrangere eventualmente scaricando della musica. E’ chiaro che questo compenso perde totalmente di senso qualora l’hard disk venga utilizzato per storage di contenuti multimediali privati (es. foto o video personali). Recentemente, con il decreto ministeriale del 20 giugno 2014 sono state riviste le tariffe per l’equo compenso ed è interessante capire quanto esso va ad incidere sul prezzo dei nostri dischi. Il tariffario è molto vario, parlando ad esempio di Hard Disk esterno con o senza alloggio che ne consente la connessione ad altri apparecchi incluse le SSD (Solid State Drive) a tariffa è € 0,01 per Gigabyte fino ad un massimo di € 20,00; se invece il disco è contenuto all’interno di un apparecchio multimediale portatile può costare fino a € 32.20 per dischi superioi ai 400GB [fonte wikipedia].

Per capire meglio quanto il fenomeno della copia privata costi ai consumatori è interessante dare una occhiata al confronto con gli altri stati europei e tenere presente che “Nei 23 paesi (su complessivi 28 paesi) dell’Unione Europea, in cui è previsto il contributo per copia privata, i costi per i consumatori sono pari a 600 000 000 €, dei quali 200 000 000 € (30%) nella sola Italia”.

Quanto costa la ‘copia privata’ su un disco?

Per un SSD 256GB, il compenso di ‘copia privata’ è di € 2.56. Considerato che al momento della scrittura di questo post il prezzo per un disco di quel genere è circa € 115 , il compenso si aggira su circa il 2,2% del prezzo totale.

Per un disco SATA standard da 3TB da usare come storage in un NAS casalingo, il compenso per copia privata è di €20. Al momento della scrittura di questo post possiamo trovarlo a circa € 140 e quindi il compenso è pari a circa il 14% del prezzo totale. Percentuale sale vertiginosamente al 22.5% del costo totale per un 2TB il cui costo è circa €89.

Quale hard disk scegliere?

Avere ben chiaro quale hard disk scegliere è il primo passo per fare le nostre valutazioni con accuratezza. Se optiamo per un SSD sul quale installare il nostro sistema operativo possiamo ‘minimizzare’ il danno in modo proporzionale mentre quando optiamo per dischi meno capienti, dobbiamo tenere conto del massimale della tariffa ed accettare di spendere di più per minimizzare l’impatto della tariffa sul costo totale del disco.

Dove comprare? 

Non esiste un posto predefinito dove comprare oggetti a minor costo. Per trovare le offerte bisogna girare, virtualmente o fisicamente non importa. Quel che sappiamo è che in Italia il compenso per copia privata costa più che negli altri paesi e quindi tendenzialmente potremmo prendere in considerazione mercati esteri sui quali effettuare gli acquisti. Bisogna tener conto anche dei costi di spedizione che sono facilmente giustificabili su un acquisto multiplo di dischi a grande capienza (es. 4 pezzi da 3TB, il cui costo totale di equo compenso sarebbe di € 80), mentre invece molto meno nel caso di dischi più piccoli (es. il 256 GB SSD di cui sopra). Il mio consiglio è quello di valutare le offerte ed i costi e capire se esiste un margine di trattativa col venditore al netto di queste considerazioni sull’equo compenso per evitare di fare i polli e non sentirsi dire dagli amici che loro potevano fare meglio con lo stesso budget.

di Api, Vespe e regnanti

Capita spesso di non riuscire a distinguere api dalle vespe ed è così che tendiamo sempre ad attribuire meriti ma soprattutto colpe alle api, vuoi perchè il nome è più corto, vuoi perchè socialmente più simpatiche e maggiormente trattate nella cinematografia. Erano infatti gli anni 80 quando guardavamo in tv l’ape Maia, l’ape Magà ed ancora oggi le stesse riedizioni di quei cartoni animati con l’aggiunta di nuovi show come “The hive – la casa delle api” ci rendono questo insetto così familiare e tendono ad assimiliare tutto ciò che bombisce e che ha strisce bianche a nere ad un’ape. Invece esistono anche le vespe e le due famiglie sono completamente differenti. A parte le differenze morfologiche che sono evidenti (non ad occhio nudo a parte il pelo), mentre le api svolgono delle funzioni ecosistemiche importanti e sono protette, le vespe invece non si sa bene a cosa servano ma soprattutto possono pungere ripetutamente. L’ape invece poveraccia può pungere solo la prima volta perchè il pungiglione rimane incastrato e strappa via tutti gli organi interni al momento del distacco dell’insetto dalla parte.

A proposito di funzione ecosistemica importante, c’è da ricordare che Einstein  (non) disse :

If the bee disappears from the surface of the earth, man would have no more than four years to live.”

e lo stesso Einstein non disse nulla riguardo le vespe, attribuendo di fatto la stessa importanza a tutte e due le specie.

Api e vespe tanto diverse e tanto uguali, come metefora dell’essere umano e della società moderna, che neanche il re riesce a distinguere.

Italian Indie, una bella scoperta.

Oltre che “multilettore seriale” sono anche accanito fruitore di contenuti podcast. Ho scoperto recentemente un Podcast molto interessante, si chiama Italian Indie. E’ facilmente fruibile da Itunes e raccoglie interviste ad imprenditori italiani di successo con un orientamento al web.

Domanda (me la faccio da solo): Perché hai messo l’Italico su successo?

Risposta: Perché già riuscire ad avviare un business in Italia è un successo, ma nello specifico caso di italianindieS successo non significa necessariamente diventare ricchi, quanto piuttosto avviare una attività imprenditoriale che offra la possibilità di una vita dignitosa ed un buon work/personal life balance. Inoltre, a differenza della ‘fuffa’ che in genere ti propinano nei vari corsi, webinar, seminari motivazionali, ti offrono anche qualche consiglio di carattere pratico e soprattutto ti dicono realmente quanto guadagnano.

Insomma, MI PIACE Italian Indie. Continuerò ad ascoltarlo, ad appuntare i consigli ed un giorno chissà, forse anche io avrò la possibilità di essere un imprenditore di successo, magari con ner3d.com.

Ho letto un libro.

Ieri ho letto un libro.  Leggo contemporaneamente 6/7 libri di generi diversi perchè mi addormento, mi stufo presto e voglio tenere aperta la possibilità di scegliere cosa leggere senza la fatica di cominciare qualcosa da capo.

Ieri ho letto un libro intero, uno piccolo ma concentrato. Centrotrenta pagine di bontà come raramente ti capitano, di quelle che non puoi lasciarle andare perchè devi sapere come va a finire. Il libro si chiama Francesca a testa in giù e l’ha scritto un mio amico. Per me è una cosa straordinaria, gran parte della gente che conosco è nerd e mai si sognerebbe di scrivere libri quanto piuttosto How to per robe di computer, da nerd per l’appunto.

Il libro mi ha toccato nel profondo, non per quella frase “[…]quando non si trova il tempo di fare una cosa, non si ha la volontà di farla” che ottimamente mi rispecchia ma per la continua ricerca di espressione che insegue la protagonista, la sua voglia comunicativa e l’incapacità delle persone di ascoltarla pienamente. Francesca è una eroina dei tempi moderni che combatte la sua battaglia personale per la comunicazione e che eroicamente cede sotto i colpi di un mondo che la vuole inquadrare e limitare, non senza prima aver cercato di vedere il mondo come piace a lei, a testa in giù.

Il libro si trova facilmente su amazon, sia in versione cartacea che e-book.

http://www.amazon.it/FRANCESCA-A-TESTA-IN-GI%C3%99-ebook/dp/B00JBFFMV2/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1397813975&sr=8-1&keywords=francesca+a+testa+in+giu

Link al sito ufficiale: http://francescaatestaingiu.com/

Leggetelo e riflettete, non è poco.

Davide

Stiamo rivoluzionando?

Nel mese di Agosto 2013 Wired.it presenta come “core article” una insolita intervista ad un personaggio venuto alla ribalta grazie al boom del M5S nelle ultime elezioni: Roberto Casaleggio.La cosa ancora più insolita e stupefacente è che a condurre l’intervista è nientepopodimeno che Bruce Sterling, uno dei padri del cyberpunk. Cioè no, ripeto: “Bruce Sterling è venuto a intervistare Roberto Casaleggio”.

A questo punto mi chiedo: perchè? Probabilmente in Italia siamo driver di una rivoluzione culturale che non stiamo capendo? Gli altri paesi riescono a vederla e/o la nostra prospettiva è sbagliata? Se c’è veramente, saremo in grado di portarla a termine e scrivere da buoni italiani un’altra pagina di innovazione, qualità ed originalità?

Il video dell’intervista è qui:

http://tv.wired.it/news/2013/07/31/sterling-incontra-casaleggio-il-video.html

E questo è Bruce Sterling:

http://it.wikipedia.org/wiki/Bruce_Sterling

Skydsl, la mia esperienza.

Sembra incredibile eppure nel 2013 in Italia, a Roma, ci sono ancora zone non coperte dall’ADSL.  Più precisamente, l’ADSL c’è, ma le centrali sono sature, quindi non c’è.  Siamo a Ponte di Nona, il problema ADSL è risaputo dagli addetti ai lavori che in questo settore della capitale vendono dongle umts usb come se fosse pane a tariffe superiori a quelle dell’ADSL con livelli di servizio nelle ore di punta pari a quelle di una vecchia ISDN.

Questo è lo scenario con il quale mi decido ad un cambio di tecnologia.  Purtroppo le possibilità non sono poi molte: bisogna scegliere tra accesso ad internet via Wireless o via Satellite. Ecco allora che navigando tra le varie offerte giungo sulla pagina di Skydsl.

Il loro slogan è  “Senza copertura ADSL? Le tariffe skyDSL sono una vera alternativa all’ ADSL.” 

e poi ancora “skyDSL è il Provider ADSL con interessanti tariffe Flat. Il servizio skyDSL è un’alternativa all’ADSL ed è disponibile dovunque, anche dove manca la copertura della “normale” ADSL. Come Provider ADSL vi offriamo un’ampiezza di banda elevata, una scelta libera del canale di upload, e un pacchetto hardware completo.”

ed anche “Senza politica Fair Use”

Al momento in cui scrivo, offrono una connessione bidirezionale 2000 kb/s in down alla cifra di 19.90€ /mese + costi di affitto dell’apparato pari ad altri 19.90 € / mese, che dopo due anni diventa di proprietà. In alternativa è possibile acquistare l’apparato (scudo parabolico , illuminatore) e pagare il fisso mensile.

Senza alcun indugio faccio partire l’ordine il 26 Settembre 2012; con 2 Mbit non si fa streaming, ci si gestisce a malapena l’impianto d’allarme da remoto ma in fondo per le piccole cose va bene.  Il pacco contenente scudo parabolico, illuminatore, router e cavo coassiale mi viene spedito il 9 Ottobre 2012.  Immediatamente dopo l’arrivo dello stesso chiamo il tecnico, 95 euro di montaggio e sono online.

A parte i ritardi fisiologici della connessione ( gli 800 ms di latenza per i ping sono il tempo ce ci mette fisicamente il pacchetto da e verso il satellite) tutto sembra funzionare correttamente. Dopo due giorni di utilizzo piuttosto pesante denoto uno strozzamento della banda: la connessione non va più veloce di 1Kb/sec.

Attendo una giornata con la situazione in stallo chiamo per la prima volta il servizio clienti. L’addetto anche piuttosto disponibile mi spiega che avevo “scaricato troppo per il profilo che avevo scelto” e che quindi il sistema mi aveva infilato in un pool di utenti che scaricano tanto, facendo in modo così che nessuno scaricasse niente.

Lo stesso mi spiega inoltre come il sistema gestisca dinamicamente i profili:“La banda che avevo sottoscritto 2000 kbit/sec era in realtà da dividere con un pool (massimo) di 50 utenti e la gestione dei pool avveniva sulla base del traffico prodotto”.  In questo modo, chi ha esigenze di navigazione grandi stava insieme a chi scaricava tanto e chi non ne aveva, stava insieme a chi scaricava poco.”

Un sistema tanto assurdo quanto geniale a giustificarea l’assenza di fair use policy: mettere in gabbia i cani grandi in modo che si mordano tra loro e tenere i cagnolini a sguazzare nel mare grande.

Ovviamente le mie lamentele non sortiscono nessun risultato e quindi, con la promessa di “regolarmi” (ma non ero il cliente?) ci accordiamo di risentirci la prossima settimana visto e considerato che a suo pare la mia situazione era “abbastanza grave”.

Il 25 Ottobre chiamo ancora il servizio clienti,  lamentando oltre lo strozzamento anche una risposta da parte dei loro server ai miei pacchetti di 45 secondi (!!!!). La mia segnalazione di lentezza viene presa in considerazione ma solamente per quanto riguarda la congestione dei server. Per quanto riguarda la velocità della connessione, tutto tace.

Il 5 Novembre la linea va di nuovo (era un mese ci trascinavamo sui gomiti) e segnalo che il mio sistema operativo (Mac Os ) stava per effettuare un aggiornamento da 790 MB e quindi avrei avuto un livello di download alto ma giustificato. Premesso che nessuno mai chiama un provider per annunciare il download corposo degli aggiornamenti del sistema operativo e che questo modo di fare rasentava quello di uno scolaretto che chieda alla maestra il permesso di andare in bagno, penso di aver adottato un comportamento fin troppo collaborativo.

Nel frattempo mi arriva la risposta ad una delle segnalazioni che avevo fatto i giorni precedenti riguardo la lentezza della linea ed avviente IL PARADOSSO: mi propongono l’upgrade della tariffa, visto che questa tariffa mi sta stretta!!!! Vi lascio lo scambio di email:

XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX>
06/11/12

a billing,
Rispondo con una unica email per comodità ad ambedue. L’email ricevuta da billing@skydsl.eu è in allegato nel documento RTF.
Nel contratto da me accettato (che vi allego), non c’è riferimento al livello di banda minima garantita ed al momento della sottoscrizione dell’offerta, questa non era indicata.
Inoltre, sempre nel medesimo contratto, al punto 9.4 c’è scritto:
9.4 Esclusività

Sono valide unicamente le presenti Condizioni generali di contratto. skyDSL Europe B.V. non riconosce regolamenti contrastanti o in deroga a queste condizioni. Le disposizioni valgono anche nel caso in cui la skyDSL Europe B.V. accetti un ordine o fornisca delle prestazioni a conoscenza di condizioni contrastanti o divergenti del cliente.

Questo indica chiaramente che tutto ciò che non sia scritto nel contratto ( come la non garanzia della banda ) non sia valido.
Per quanto riguarda il rapporto di concentrazione da voi indicato(1/50), per quanto ad esso non si faccia riferimento nel contratto , nel peggiore dei casi secondo affermate dovrei avere disponibile per lo meno 0.40 kbps, ovvero 5 Kb /sec
(velocità ben al di sotto dei numeri dell’offerta). Inoltre, dagli speedtest che vi ho inviato, in taluni casi questa velocità non veniva nemmeno raggiunta.
Le condizioni 4.1.3 del contratto recitano:

4.1.3 Prestazioni e prezzi del servizio sono adattati alle esigenze dei privati, che non utilizzano il servizio per scopi commerciali. Per poter assicurare un accesso ad Internet a pari condizioni a tutti i clienti, la skyDSL Europe B.V., nell’interesse di tutti i clienti, si riserva il diritto di imporre un limite della larghezza di banda agli utenti, che scaricano continuamente quantità di dati superiori alla media, fin dove necessario, per garantire che tutti i clienti abbiano un accesso ad Internet paragonabile.

Trovo che la definizione “quantità di dati superiori alla media” sia una grandezza non definita e che nelle condizioni contrattuali non si faccia alcun riferimento al rapporto di concentrazione.
Poichè la velocità di trasferimento massima è ben esplicitata, allo stesso modo deve essere ben esplicitato nel contratto anche quale sia la “quantità di dati superiori alla media”, in tal modo il cliente SA quali sono i limiti entro i quali si può muovere.
Inoltre sempre nel medesimo contratto (che vi invio in allegato ed esorto a leggere), non vi è alcun riferimento alla profilatura del cliente.
Ancora,vi ho posto più volte il problema dei pacchetti che mi tornavano indietro DA INTERNET anche con una tempistica di 30 secondi (!!!!) sintomo questo di una evidente congestione di rete.
E’ chiaro che la navigazione anche di una semplice pagina web (ad esempio wikipedia), che è possibile con miseri 5 Kbyte/sec, con queste tempistiche di ritorno dei pacchetti porta ad un inesorabile connection timeout e rende impossibile la navigazione. Mi sembra evidente che qualche problemino tecnico sia innegabile dal lato vostro.
Per concludere, purtroppo per voi 2000 kbps sono una velocità congrua alle mie esigenze e mi sembra veramente grottesco che vogliate propormi un upgrade di pacchetto in sostituzione all’impossibilità di fornire il servizio per il quale ho sottoscritto il contratto.
Saluti,
XXXXXXXXXX

Il giorno 06 novembre 2012 12:09, XXXXXXXXXX <support@skydsl.eu> ha scritto:

Gentile Sig. XXXXXXXXXXXXXXXX

Non  abbiamo ricscontrato nessun problema tecnico.

Da notare che tariffa che ha scelto non ha una banda minima garantita. Offriamo ai nostri Clienti privati, che hanno interesse a un buon rapporto prezzo/prestazioni, delle tariffe con un rapporto di concentrazione di 1:50. L’ampiezza di banda quindi è condivisa con tale numero di altri utenti. Forniamo ad ogni Cliente la velocità massima disponibile per la sua tariffa relativamente a tale rapporto di concentrazione, indipendentemente dal volume dei dati scambiati.  Da notare che l’ampiezza di banda è condivisa con Clienti, che hanno lo stesso profilo utente e un utilizzo del servizio simile al Suo. Se l’utilizzo della Sua connesione Internet ha delle esigenze di prestazioni più elevate, potrebbero essere più interessanti le tariffe Business con garanzia sulla banda minima

Cordiali saluti,
skyDSL Europe B.V.
Kaiserin-Augusta-Allee 14
D-10553 Berlin
Managing Director: Jann Hesse
Commercial Register: Kamer van Koophandel Rijnland No.: 28073593
Tel: 899 877 855 (orario: 12:00-19:00)
 Ursprüngliche Nachricht 
 Absender:  XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX
 Gesendet am:  04.11.2012 11:13:52
 Betreff:  speed test 4 novembre 2012
 Empfänger:  Support skyDSL EU support@skydsl.eu

Buongiorno,

invio lo speedtest di oggi, come al solito molto al di sotto dei 2000 kbps dell’offerta.
Vi allego anche lo screenshot del box di download della fattura DAL VOSTRO PORTALE! 2 Kbyte al secondo!!! Almeno al 56k a 5Kbytes al secondo ci arrivava…
La storia ancora non finisce qui. Mi informo e scopro che fare una causa dall’Italia per inadempienza del servizio in realtà sarebbe svantaggioso perchè il foro compentente è Berlino ed il rischio di perdere la causa e pagare le spese è troppo alto. Vado avanti il mese di dicembre 2012 ma il 3 gennaio scoppio. Se devo navigare poco, voglio sapere quanto poco e quindi scrivo di nuovo, loro rispondono ed io rispondo ancora.
Ursprüngliche Nachricht
 Absender: XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX
 Gesendet am: 03.01.2013 22:21:14

 Betreff: Re: [RE:] speed test 4 novembre 2012

 Empfänger: mailto:support@skydsl.eu, mailto:billing@skydsl.eu

Relativamente al servizio ridicolo che offrite e che purtroppo per una questione di costi di installazione e rimozione sono costretto a tenere, chiedo di sapere quale sia la quantità di traffico (in Gigabyte) entro la quale devo tenermi affinchè possa navigare ad una velocità accettabile prima che il vostro sistema mi rallenti.  Non è possibile pagare 40 euro/mese e non sapere se si è in grado di navigare.
Abbiate almeno la correttezza e la trasparenza di rispondermi con un numero piuttosto che con inutili giri di parole o propormi un upgrade della linea.
Saluti,
XXXXXXXXXXXXXXXXXX
billing@skydsl.eu
9 gen (5 giorni fa)

 
a me
Gent. Sig. XXXXXXXXXXXXXXXX,

grazie per il Suo messaggio del 3/01/12.

Lei parla di “quantità di traffico (in Gigabyte) entro la quale devo tenersi”… “prima che il sistema La rallenti.”:
questa sarebbe la logica della politica del Fair Use, ma ribadiamo che le nostre tariffe non sono sottoposte al Fair Use,
bensì rispondono alla logica del rapporto di concentrazione.
Se la Sua connessione ha una velocità inferiore ad 1/50 della banda massima in download, questo può dipendere anche da
fattori esterni a skyDSL, come ad es. il server che ospita il sito o i dati che intende scaricare.
Per quanto riguarda la Sua osservazione, sulla definizione “quantità di dati superiori alla media” come grandezza non definita e che nelle condizioni contrattuali non si faccia alcun riferimento al rapporto di concentrazione, tenga conto che tale nostra indicazione è inserita nelle condizioni generali di contratto che valgono per tutti i prodotti skyDSL, e vale per il sistema monodirezionale,
mentre nel bidirezionale dev’essere letta alla luce delle specifiche del prodotto, che trova seguendo questo link:

http://it.skydsl.eu/index.php?c=company&s=wp

Cordiali saluti,

skyDSL Europe B.V.

Customer Service Center
D-10837 Berlin
Direttore Generale: Jan Heße
Registrazione: Kamer van Koophandel Rijnland No.: 28073593

 
XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX>
10 gen (4 giorni fa)

 
a billing

La ringrazio per la risposta ma purtroppo i miei quesiti non sono stati soddisfatti.
Io vi chiedo numeri precisi perchè le macchine lavorano sui numeri.
Nel link da voi segnalato non c’è riferimento al numero indicante la quantità media dei dati.
Poichè “In statistica la media è un singolo valore numerico che descrive sinteticamente un insieme di dati.”, io vi sto chiedendo questo valore e se variabile, vi chiedo di fornirmi la statistica con la quale esso varia.
Inoltre, se ad un certo momento un sistema decide di infilarmi in un pool di utenti piuttosto che in un altro, lo fa sulla base di un parametro e non sulla base di simpatia.
Io voglio sapere quel parametro, sia esso calcolato sulla base dei Gygabyte di traffico effettuati precedentemente, sulla tipologia di files scaricati (in questo caso voglio sapere le tipologie dei file discriminanti), sulla concentrazione media di utenti ( sicuramente avrete una statistica riguardante l’occupazione media giornaliera del server al quale mi connetto).
Sono certo che capiate bene che senza questo tipo di informazioni l’utilizzo del vostro servizio è parificato al gioco lotto.

Inoltre, vi vorrei proporre una riflessione su quanto da voi pubblicizzato sul portale internet ed alla quale non vorrei avere risposta:
“skyDSL è il Provider ADSL con interessanti tariffe Flat. Il servizio skyDSL è un’alternativa all’ADSL ed è disponibile dovunque, anche dove manca la copertura della “normale” ADSL. Come Provider ADSL vi offriamo un’ampiezza di banda elevata, una scelta libera del canale di upload, e un pacchetto hardware completo.”

Se voi trovate che avere 1/50 di 2000 kbit/s = 40 kbit/s = 5 kbyte/s ad almeno 40 euro/mese sia una tariffa interessante, alternativo all’ADSL e soprattutto una ampiezza di banda elevata allora probabilmente sto scrivendo a qualcuno nel passato.

Il 14 gennaio 2013 do la disdetta del contratto, un passo verso la libertà ed un ultimo obolo da pagare: la rispedizione del materiale in comodato, dall’Italia in GERMANIA!!!! Almeno altri  70 euro per toglierseli di torno, ma va bene così.
La mia esperienza con Skydsl? Disastrosa, al limite della truffa legalizzata. Nessun rispetto del cliente e promozione di un servizio inesistente. Nessun numero, solo chiacchiere e la beffa di vedersi offerto anche l’upgrade della tariffa.

Un’altra vittoria

La notizia della settimana è sicuramente l’astensionismo record in Sicilia e la conquista dello scettro di partito più votato da parte del Movimento Cinque Stelle.

C’è chi dice una vittoria dell’antipolitica. Io dico che si tratta della vittoria della democrazia liquida, la nuova forma di partecipazione sperimentata dal M5S che parte dalla rete e riporta la base degli elettori al centro dei programmi politici.

Il risultato è uno STOP alle finte ideologie di partito. I vecchi politicanti stanno già preparando secchi di letame da scagliare contro i grillini. Il loro sistema vacilla e le elezioni del dopo Monti sono vicine…

e ora?

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Ha vinto il SI, hanno vinto tutti e 4 i si. La cosa più bella è che la vittoria è solo merito della rete. Da facebook a twitter, passando per youtube e contro ogni media tradizionale che alterava la verità, la arrotolava ed infine la nascondeva, il popolo della rete è stato unito. Generazione 1000 euro ma anche generazione internet, i digitaliani. Dal 1989 non veniva raggiunto un quorum ma ora grazie ai social network siamo ancora uniti e possiamo comunicare tra noi bypassando qualsiasi forma di intermediazione. Quello che sta accadendo nel mondo (le rivoluzioni in nord africa partite da facebok) ma anche da noi in Italia è stupefacente ed è già da tempo che mi chiedo cosa sarebbe la rete senza la sua parte social. Mia madre, che crede che internet sia facebook, probabilmente direbbe che non serve a nulla. Io credo che i social network siano per la nostra generazione quello che la musica è stata per i movimenti del ’68: un fattore aggregativo scatenante. Viviamo un periodo di profondo cambiamento e finalmente siamo protagonisti!
Adesso godiamoci la festa per questa vittoria della democrazia perchè indipendentemente dall’esito del referendum la nota positiva è certamente quella di una partecipazione grande che mancava da 15 anni.
Wired ha proposto Internet nobel per la pace. Io ne propongo la beatificazione, in fondo di miracoli partiti da internet ne abbiamo visti già tanti…